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datamancer-ergo-steampunk-keyboardNo, non è un articolo che segna la fine di un percorso della mia vita, e nemmeno della vita di questo blog che a malincuore sto aggiornando con troppa incostanza.

No. Voglio parlare di quello che ho scritto nel titolo: la fine di un capitolo.

Se siete degli accaniti lettori come me, saprete di cosa sto parlando. Ogni libro (più o meno) è diviso in capitoli, e ognuno di questi capitoli racchiude una sezione narrativa, una serie di informazioni e soprattutto di emozioni fondamentali che l’autore ha deciso di imbrigliare in quel determinato spazio.

Quanto è interessante nella sua semplicità? Io lo trovo elegantissimo,

Image by Zanastardust

Image by Zanastardust

coerente e credibile, per utilizzare un termine che va molto di moda in questo periodo.
Ma non voglio soffermarmi sul capitolo in sé, bensì sulla sua fine.

Sì, perché a me per esempio non piacciono i capitoli che terminano in corrispondenza della fine dello spazio di una pagina. Diamine, io ho bisogno dello spazio grafico che separa un capitolo dal successivo. Ho bisogno di far scorrere l’occhio su quella parte di pagina bianca che consegna la mia immaginazione nelle mani del tempo narrativo.

Mi piace sentire quel senso di ansia che solamente lo spazio vuoto sa regalare, prima di imbattermi nel capitolo successivo e scoprire il seguito della storia che sto leggendo.

Finire un capitolo deve essere un po’ come finire un libro, per me.

E per voi?

Neri.

NeriFondiSigillo

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