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Buongiorno e bentornati.

Oggi ho letto un articolo crudelmente interessante per chiunque si diletti nella scrittura e creda nel fatto che questa sia una forma d’arte con una dignità ben precisa.

L’articolo in questione si trova a questo link http://www.iltuoebook.it/i-modi-peggiori-per-iniziare-un-romanzo/, e riporta quelli che sono i “consigli” di diversi agenti letterari su cosa non fare per scrivere un buon romanzo.

Io vi riporto alcuni di questi consigli, che poi sono fondamentalmente degli sfoghi da agente letterario, poi ne discuteremo a seguire.

False piste

“Odio quando il protagonista muore alla fine del primo capitolo. Perché ho dovuto spendere del tempo con questo personaggio? Mi sento presa in giro.”

Cricket Freeman, The August Agency

“Non mi piacciono quelle scene di apertura in cui tutto sembra reale poi ci si rende conto che è un sogno. È una fregatura. Neanche tanto originale per altro.”

Laurie McLean, Foreword Literary

Fantascienza

“Avete presente quei racconti sci-fi dove le prime due pagine sono dedicate alla minuziosa descrizione del paesaggio circostante? Semplicemente insopportabili.”

Chip MacGregor, MacGregor Literary

Prologo

“Non amo i prologhi, preferisco ritrovarmi subito nel bel mezzo dell’azione piuttosto che dovergli girare intorno accompagnata dell’autore.”

Michelle Andelman, Regal Literary

“È un dato di fatto che gli agenti letterari non amino i prologhi. In fondo, cosa c’è di meglio di un primo capitolo rilevante e ben scritto?”

Andrea Brown, Andrea Brown Literary Agency

“Il prologo è la tattica che usano gli scrittori pigri per cercare di ingolosire il lettore con assaggini di trama. Al diavolo il prologo: barra dritta e avanti tutta!”

Laurie McLean, Foreword Literary

Descrizioni

“Il (aggettivo) (aggettivo) sole si alzò nel (aggettivo) (aggettivo) cielo, spargendo la sua (aggettivo) luce attraverso la (aggettivo) (aggettivo) (aggettivo) pianura.”

Chip MacGregor, MacGregor Literary

“Odio le descrizioni dei personaggi vergate come la lista della spesa: “Aveva occhi del colore del cielo estivo e lunghi capelli biondi che le scendevano a boccoletti oltre le spalle. Il suo piccolo naso aveva una forma perfetta e si incastonava nell’ovale del volto. Il vestito azzurro metteva in mostra bottoni madreperlacei e bla bla bla. Chi se ne frega! Andiamo al sodo.”

Laurie McLean, Foreword Literary

Incipit troppo lenti

“Dove ci sono quei personaggi che si muovono in giro per casa e fanno piccole cose. Tante piccole cose. Tantissime piccole cose. Cioè in pratica niente. Lavano i piatti e riflettono. Guardano fuori dalla finestra e riflettono. Si allacciano le scarpe e riflettono. Oddio, che morte lenta.”

Dan Lazar, Writers House

“Non mi piacciono quegli inizi tipo “Il primo giorno di scuola”, “Dai tempi dei tempi”, “C’era una volta”, cioè in sostanza non mi piacciono quegli inizi dove non succede niente.”

Jessica Regel, Found Literary + Media

Fantasy

“Uno dei cliché del genere è aprire il romanzo con una battaglia (e la mia domanda è: se non conosco ancora nessuno dei personaggi perché questa battaglia dovrebbe interessarmi?) o con una scena bucolica in cui il protagonista raccoglie delle erbe (non avete idea di quanto sia frequente).”

Kristin Nelson, Nelson Literary

Narrazione

“Lo so che può sembrare una cosa ovvia ma la ridico: se nelle prime pagine c’è troppo “raccontare” rispetto a “mostrare”, è un segnale di avvertimento. Il primo capitolo non deve essere una mappa del libro; lo scopo è incuriosire i lettori riguardo ai personaggi, a quello che potrebbe accadere, non bisogna spiegare la rava e la fava di dove ci troviamo, come, quando e perché.”

Emily Sylvan Kim, Prospect Agency

“Un incipit totalmente pretestuoso mi fa andare fuori di testa. È vero che si dice “Aprite con un gancio per attirare l’attenzione del lettore”, ma c’è una differenza tra un’idea intrigante e un’idea stupida. Ad esempio, iniziare un romanzo con un dialogo tra due che stanno facendo sesso è una di quelle cose che ti fa dire “Ma perché?”.”

Daniel Lazar, Writers House

“Non mi piacciono i romanzi che si aprono con la frase “Mi chiamo…”. Ci sono modi più sofisticati per introdurre il narratore, per stabilire una connessione con il lettore.”

Michelle Andelman, Regal Literary

Personaggi

“Non c’è bisogno di spiegare tutti i retroscena per far capire chi sono i personaggi. La storia che si portano dietro si manifesta in quello che fanno, è nel loro DNA.”

Adam Chromy, Movable Type Management

“Un romanzo che si apre col protagonista che riflette sulla sua situazione è un segnale d’allarme. Allarme noia.”

Stephany Evans, FinePrint Literary Management

“Uno dei problemi più grossi è quando l’autore ci vuol fare sapere tutto (e subito) dei suoi personaggi. Ma non è così, è come nella vita reale: conoscere le persone e i dettagli che li riguardano è una cosa che richiede tempo.”

Rachelle Gardner, Books & Such Literary

Tutte queste sono opinioni espresse da persone che di letteratura se ne intendono, o meglio, che si intendono di quello che è il mercato della letteratura moderno.
Non credo di aver bisogno di aggiungere molto alle loro parole. Contenuti, velocità narrativa, mostrare e non raccontare; niente prologhi, niente giri di parole, niente descrizioni elaborate, niente digressioni.

Forse si farebbe prima a guardare un film a questo punto.

Sarà che io amo perdermi nelle descrizioni, nei prologhi, nella narrazione, nelle digressioni dei personaggi…

Sarà che io di letteratura non capisco nulla.

Ma mi sento molto bene in questa mia condizione.

E comunque, polemiche a parte, la buona letteratura esiste ancora.

Lascio a voi la palla. Fatemi sapere cosa pensate di questa tendenza letteraria moderna. Mi farebbe piacere discuterne con voi.

A presto.

Neri.

NeriFondiSigillo

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