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Buongiorno e bentornati.

Oggi riprendo in mano, almeno per oggi, le redini del Lunedì Desueto, la rubrica in collaborazione con “Una parola desueta al giorno“.
La parola di oggi mi ha particolarmente ispirato, e ve ne do subito la definizione:

Tracotante

tra-co-tàn-te

Arrogante, presuntuoso

Dal provenzale: [tracuidan] o [oltracuidan], composto dal latino: [tra] o [ultra] oltre e [cogitans], participio presente di [cogitare] pensare. Infatti esiste anche la parola “oltracotante”, che però è totalmente desueta.

I sinonimi di questa parola, che denotano il concetto di arroganza, presunzione, superbia, sono moltissimi – ma ciascuno ne tratteggia connotazioni diverse. L’etimologia ci dice che il tracotante, in particolare, mette in luce un’arroganza che è propria di chi “pensa oltre”, cioè di chi non riconosce il limite della propria posizione, che si spinge con la mente al di là di ciò che gli sarebbe concesso.

Ed ora passiamo subito al racconto:

Tracotante

Abby non era una bambina come le altre. Non era mai andata d’accordo con le sue coetanee, e spesso e volentieri gli capitava anche di sentirsi a disagio in presenza di chiunque altro, adulto o bambino che fosse.
Si sentiva bene solo in presenza di un determinato tipo di persona, quello che lei definiva “migliore”, ma che incontrava assai raramente.
Abby non era benvoluta. Era una bambina bellissima e incredibilmente intelligente, ma proprio questo secondo tratto le aveva fatto guadagnare l’inimicizia di grandi e piccini, compresi i suoi genitori che facevano fatica a sopportare i suoi continui slanci di intelligenza.
Ma Abby non aveva colpa di tutto ciò. Se si arrabbiava con gli altri era perché questi non capivano, perché non riuscivano a mettere insieme concetti che per lei erano incredibilmente semplici! Non riuscivano a eseguire gli stessi collegamenti e a trarre le stesse conclusioni che a lei risultavano così evidenti!
E questo a cosa aveva portato? A una serie di appellativi quali arrogante, superba e tracotante.
Tracotante… Questa parola rimbombava sempre nella mente di Abby, da quando l’aveva sentita pronunciare per la prima volta come un’accusa.
Ma quelle persone sapevano davvero cosa significava quella parola? No, perché se lo avessero saputo non l’avrebbero usata!
Il suo pensiero non andava semplicemente oltre! Il suo pensiero esplodeva, eruttava, si spandeva per miglia e miglia oltre la sua coscienza!
Non era tracotante, era esuberante. Aveva intelletto ed emozioni in esubero, ma nessuno l’avrebbe mai capito.
Nessuno era al suo livello.

Ebbene, anche per oggi il Lunedì Desueto è giunto al termine. Come sempre mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate attraverso i commenti, per cui vi aspetto!

Alla prossima!

Neri.

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