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Ci sono delle azioni, nella vita, che vanno necessariamente evitate per garantire un’esistenza serena.

Una di queste è conoscere le persone.

Le persone vanno e vengono, cambiano, sono un continuo divenire che prima o poi ti si ritorcerà contro causandoti un grande dolore. Per cui conoscere le persone è un’azione, un comportamento da evitare. Meglio tenere quanta più distanza possibile.

Non ci si deve affezionare agli oggetti.

Come le persone, e forse di più, gli oggetti possono deteriorarsi, distruggersi, terminare il loro ciclo vitale. Più un oggetto ci è caro, più ci rimanda a qualcosa o a qualcuno (in una pericolosa correlazione con il punto precedente), maggiore sarà la nostra morbosa attenzione per il dato oggetto e quindi maggiore il dolore nella sua eventuale perdita.
Ne deriva che non bisogna affezionarsi agli oggetti.

Mangiare dolci, mangiare in generale, bere, fumare, innamorarsi, fare l’amore, correre, passeggiare…

Il mio elenco di azioni da evitare potrebbe essere lunghissimo, quasi infinito.

Sì, perché è difficile, difficilissimo riuscire a condurre una vita senza sofferenza. E anche nella situazione assurda in cui dovessimo riuscire a privarci di ogni tipo di sofferenza, ecco che allora non potremmo privarci della sofferenza causata dal non essere nulla e dal non avere nulla.

Siamo condannati.

Ma nella condanna, io preferisco barattare un secondo di paradiso con anni di inferno, piuttosto che vivere in un limbo senza vita.

Neri.

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