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Buongiorno e bentornati.

Oggi, abbandonando per un momento gli autori e concentrandomi su ciò che invece hanno scritto, voglio parlarvi di libri pesanti.
Avete presente quei libri che, mentre li leggete, vi danno la spiacevole sensazione che non arriverete mai alla fine? Sì, proprio quei libri, quelli lenti, terribilmente lenti, talmente lenti che se qualcuno mi chiedesse di descriverli con una metafora, io userei quella di un ingorgo stradale, o un ingorgo idraulico.
Insomma, ci siamo capiti, vero? Ecco allora che voglio illustrarvi quali sono i mattoni più mattoni che ci sono nella mia libreria.

Il Dottor Živago

Cominciamo con il supermattone targato Boris Pasternak. A mio avviso, una storia noiosa e una narrazione lenta come poche. Si fa fatica anche solo a terminare una pagina, figuriamoci tutto il romanzo. Io mi sono messo d’impegno e l’ho terminato, ma devo ammettere che non ne conservo un ricordo propriamente bello. Se ci ripenso, mi viene ancora in mente il suono di ingranaggi scricchiolanti che sentivo mentre leggevo.

Cime Tempestose

Cara Emily, perché? Perché hai reso tanto complicata da leggere una storia con tanto potenziale come quella che hai scritto? Va bene che sei una delle Brontë Sisters” (perdonatemi, non ho resistito!), ma dannazione, a tutto c’è un limite. Hai fatto sì che questa tua storia di incredibile potenza venisse a configurarsi come la più pesante storia d’amore dopo I Promessi Sposi, almeno secondo me. Ti giuro che ho fatto fatica ad arrivare alla fine del tuo romanzo, ma ti ringrazio per Heatcliff. È un personaggio fantastico.

P.S. Un po’ di fantasia nei nomi avrebbe aiutato a comprendere meglio i fatti. A volte sembra che le persone resuscitino.

Gai-Jin

Clavell e il Giappone. Aiuto che mattone! Lotte di potere nel Giappone di metà ‘800, stranieri e locali assetati di potere, il tutto mescolato a una lentezza fuori dal comune. Tempo di lettura: non mi ricordo, ma sicuramente troppo.

I Fratelli Karamazov

Premettiamo che io amo Dostoevskij. Lo amo di un amore viscerale, qualcosa che viene da dentro, dal profondo. Eppure I Fratelli Karamazov mi ha quasi ucciso. Per quanto sia spesso ritenuto il massimo della sua produzione letteraria, io ho fatto una fatica immane per riuscire a finirlo. Sarà che l’ho letto dopo I Demoni, ma mi sembra che manchi di quella scorrevolezza che, pur nella sua complessità evidente, ho trovato negli altri romanzi del mitico Fëdor.

Il Cimitero di Praga

Qui invece si parla proprio di noia. Descrizioni su descrizioni su descrizioni su… La trama lascia un po’ a desiderare, per quanto riguarda il mio gusto personale, e leggendo questo romanzo di Eco ho avuto come l’impressione che si ha quando si cammina su un tapis roulant o sulle scale mobili in senso contrario. Non che fosse brutto, eh, semplicemente davvero pesante.

Ecco, questi erano i miei mattoni. Che ne pensate? Quali sono i vostri mattoni letterari?

Vi aspetto nei commenti!

A presto!

Neri.

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