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Buongiorno e bentornati.

Questo è il primo guest post che ospito sul mio blog, e sono più che felice di poter esordire ospitando il mio grande amico L. Nembi, gestore dell’omonimo blog che potete trovare a questo link.

Il guest post è una risposta all’articolo che ho pubblicato sabato scorso, dal titolo La più grande abilità del poeta.
Ma ora bando alle ciance, e leggiamo le parole di L.Nembi.

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Buongiorno.
Essendo questo un guest post, mi pare doveroso dover esordire con la frase tipica del proprietario di questo spazio: il mio caro amico Neri Fondi.
Oggi sarò io ad esporvi la mia opinione su quale sia la più grande abilità del poeta, in risposta al suo intervento di qualche giorno fa.
Per quanto importantissima la perifrasi, ritengo che non sia questa l’abilità più grande di un poeta, ma assegno questo primato all’analogia, e devo dirvi che la riflessione non mi ha preso poi tanto tempo. Analogia non solo come figura retorica, ma come capacità di ragionare per collegamenti, i quali possono essere di qualsiasi tipo. Questa abilità è sempre sorprendente, ed è comune a tutti i grandi poeti, a prescindere dall’epoca di attività. Infatti, non mi riferisco solo all’analogia simbolista Pascoliana, per quanto meravigliosa e straordinaria sia, ma un ragionamento analogico è anche la teoria del suono Leopardiana, come la sua teoria della visione. Riconoscere nello spazio oltre la siepe un ponte con l’Infinito è capacità analogica. Le pene inflitte da Dante alle anime di Inferno e Purgatorio sfruttano tutte questo tipo di ragionamento, e sono fra i più grandi meriti dell’opera dantesca.

Image by Jonathan Joseph Bondhus

L’analogia, comunque, è uno stratagemma utilizzabile anche nella prosa, anche se in maniera assai più difficoltosa e con risultati spesso meno aulici. Cito una delle mie opere preferite: Siddharta di Herman Hesse, la quale è un’immensa analogia, unione di tante altre più piccole. Merita una menzione particolare quella del fiume, nella quale il protagonista vede lo scorrere dell’Universo tutto, accorgendosi del divino presente in ogni istante di quell’acqua sempre diversa. Accostamento questo, di cui certamente Hesse non può vantare la paternità, ma che certamente ha descritto meglio di chiunque altro io abbia mai letto, e mi ha emozionato nel profondo.
In conclusione, per me la capacità più grande di un poeta (e di uno scrittore) è l’accostamento di termini diversi notando in questi un’affinità, che non appena viene compresa non può che provocare emozione nel lettore. Tale capacità ha il merito di essere propria solo di chi abbina una grande padronanza stilistica ad una profonda immersione nel significato.

Ringrazio Neri Fondi lo spazio concessomi e per l’opportunità di iniziare questo discorso con voi, che spero commenterete con la vostra opinione facendo nascere un dialogo costruttivo!

A presto!

L.Nembi

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Ecco, questa era l’opinione di L. Nembi su quale sia la più grande abilità di un poeta.

Siete d’accordo con lui? Vi aspettiamo nei commenti!

E vi ricordo che potete trovare il blog di L. Nembi seguendo QUESTO LINK!

A presto!

Neri.

NeriFondiSigillo

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