Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Buongiorno e bentornati.

Oggi, per le classifiche, voglio parlarvi di quelli che secondo me sono gli scrittori più sopravvalutati.

Ma prima di iniziare voglio fare due precisazioni:

  1. Notare la formula “secondo me”, che ripeterò spesso. Parliamo di opinioni, e mi piacerebbe far nascere un dialogo costruttivo.
  2. Parliamo di scrittori, o di presunti tali, ma che comunque hanno raggiunto una fama tale da essere considerati artisti a tutti gli effetti. Quindi non stupitevi se non ci saranno Moccia o Volo, perché non mi riferisco a loro.

Ed ora, fatte le dovute precisazioni, passiamo alla classifica vera e propria.

Paulo Coelho

Image by Marcello Casal Jr./ABr

Cominciamo con quest’uomo. Non so come abbia fatto esattamente a diventare tanto famoso, ma ho una mia piccola teoria.
Ho notato, nel tempo, che ciò che vogliono le persone è sentirsi in grado di comprendere cose complicate, per potersene vantare con gli altri. Ovviamente parliamo dell’essere umano medio, quell’animale del tutto insensato che popola il nostro pianeta da fin troppi anni, e sembra proprio che il buon Coelho si rivolga a questo tipo di pubblico. Secondo me è proprio la capacità di utilizzare giri di parole complicati per esprimere concetti semplici e accessibili ad aver regalato a questo scrittore la sua fama.

Purtuttavia devo ammettere che la teoria del bicchiere in “Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” mi è piaciuta.

Charles Bukowski

Bene, bene. Eccoci ad uno degli scrittori più alla moda negli ultimi tempi, insieme al signore che troviamo al punto successivo. La presunta “grandiosità” di quest’uomo viene da una folla di adolescenti impazziti che vedono nel suo stile quella “ribellione artistica” di cui vogliono farsi promotori.
E a questo punto mi vengono da pensare due cose: primo, se vedere in Bukowski la ribellione e credete di essere ribelli con un linguaggio rude e una vita dissoluta, avete sbagliato di grosso; secondo, e decisamente più importante, se volete qualcuno veramente ribelle, qualcuno che ha cambiato i canoni e che non aveva pudore di nulla, andate a studiare il buon Cecco Angiolieri.

Chuck Palanhiuk

Image by Feitclub

Ecco qui l’amico, si fa per dire, dell’altro signore nella posizione precedente. Secondo me (ribadiamo la formuletta) anche lui è diventato famoso per una questione di moda. D’accordo, Fight Club, partiva da un’idea per lo meno originale, e infatti il film che hanno tratto dal libro era meritevole, ma trovo il suo stile un tantinello esagerato. Non basta fare “scrittura d’avanguardia”, come la chiamano molti, per diventare uno scrittore importante o di successo. Ci vogliono anche altre cose, e certamente non è utile sgrammaticarsi ed eliminare “tutte le cose che rallentano la lettura”.
Anche perché Irvine Welsh è arrivato a conclusioni simili tre anni prima di lui, avendo la decenza di rendere sgrammaticati e incomprensibili solo i suoi personaggi distrutti dalla droga o dalla follia.

Giorgio Faletti

Image by Jaqen

Ed eccoci arrivati all’americanissimo Giorgio Faletti. Non lo sapete? Lui è considerato lo scrittore più americano d’Italia, oltre a essere visto come uno dei più grandi scrittori nostrani di questi tempi.
Moda? Follia di massa? Non lo so, ma nonostante senta che le storie di Faletti potrebbero avere qualcosa di meravigliosamente squisito, ogni volta che prendo in mano un suo libro mi prende qualcosa di strano dentro. È un subbuglio dell’anima, qualcosa che la infastidisce. Credo che siano i titoli, o il tono roboante che cerca di conferire a tutto quello che scrive. Non mi piace il fatto che si “americanizzi” in questo modo, perché nonostante gli procuri un gran successo, lo rende un sopravvalutato.

Oriana Fallaci

Lei l’ho lasciata per ultima, perché so già che potrebbe causarmi segnalazioni, minacce di morte e insulti (ovviamente non dal mio pubblico solito, che è formato da persone educatissime e squisite, ma da occasionali idolatri di passaggio).
Ammetto che inizialmente ero combattuto sul suo inserimento in questa classifica, ma alla fine mi sono convinto. Mi sono convinto per il semplice fatto che, spero non me ne vogliate, secondo me è semplice fare successo con i temi scottanti. Ma qui si vede tutta la bravura giornalistica di questa donna (perché come giornalista non ho assolutamente nulla da rimproverarle, anzi!), che ha voluto sfruttare le tecniche tipiche del suo lavoro per produrre dei libri. Solo che secondo me questo non è un buon punto da cui partire per uno scrittore, per cui per me è incredibilmente sopravvalutata. Come scrittrice, beninteso.

Bene, questa era la mia opinione.

Voi cosa ne pensate? Quali sono gli scrittori più sopravvalutati, per voi? Vi aspetto nei commenti!

A presto!

Neri.

NeriFondiSigillo

Annunci