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Buongiorno e bentornati.

Per l’appuntamento odierno con le Impressioni Letterarie voglio parlarvi dell’ultimo libro che ho terminato: “Il Rosso e il Nero”, di un autore il cui nome, Marie-Henri Beyle, non è molto conosciuto. Ma se questo nome non vi dice nulla, il suo nom de plume vi sarà sicuramente noto. Chi è? Ma il famosissimo Stendhal!

Ma passiamo subito alla trama del romanzo.

Protagonista indiscusso del romanzo è il giovane Julien Sorel, un ragazzo che vive in un paesino nella provincia di Parigi. Julien è figlio di un contadino, ma dentro di sé nasconde una grande ambizione, che lo guiderà lungo tutto il corso della sua vita. Tuttavia non è un’ambizione malsana, negativa. No, è un’ambizione positiva, il desiderio di liberarsi dalle proprie catene sociali per poter arrivare a qualcosa di più elevato.
Julien è molto più intelligente del normale, tanto da aver imparato tutta la Bibbia a memoria, e proprio queste sue doti lo porteranno a diventare precettore presso Monsieur de Renal. Ed è proprio questo impiego che da il via alla formazione del giovane Julien, il quale si innamora della moglie del suo datore di lavoro.
Da questa situazione, di cui non voglio dirvi di più, si arriverà al trasferimento di Julien presso il Marchese de la Mole, a Parigi. Lì, il nostro protagonista diventa l’uomo di fiducia del marchese, gestendone i conti e le cause aperte, mentre intanto si inserisce nella società Parigina, scoprendone le poche luci e le molte ombre.
Ed è proprio grazie a queste esperienze che conosce Mathilde, la figlia del Marchese, della quale si innamorerà perdutamente.
Da qui in avanti non voglio dirvi altro, se non che si mescoleranno l’amore e l’ambizione, il ricordo e il progetto, la vita e la morte.

Ecco, questa era la trama generale del romanzo. Ma perché voglio consigliarvelo?

Ve lo spiego subito con le Impressioni.

Il Rosso e il Nero è un romanzo di formazione, scritto in una prosa elegante ma non troppo, mai noioso, e con il pregio di non perdersi in lunghe dissertazioni che si discostano dalla trama, cosa che invece accade molto spesso nei colleghi di Stendhal (leggasi, per esempio, Hugo e Balzac).
Il protagonista è delineato in maniera pressoché perfetta, e l’autore fa in modo che, attraverso i suoi monologhi interiori, noi riusciamo a entrare dentro il suo cervello, a condividerne gli amori e le passioni, le paure e le incertezze.
Anche gli altri personaggi sono ben congegnati, e soprattutto si vede in questo romanzo la vera essenza della società, con la sua divisione sociale, ma soprattutto con la sua divisione geografica che fa sì che le dinamiche cambino radicalmente dalla città alla provincia.
Un romanzo avvincente e mai tedioso, che fa venire voglia di continuare a leggere, e la cui genialità parte dal titolo stesso, il cui significato vi invito a interpretare come preferite. E vi assicuro che di interpretazioni ce ne sono molte.

Ecco qui, anche per questa settimana abbiamo terminato.


Voi avete letto questo romanzo o avete intenzione di leggerlo? Cosa ne pensate? Vi aspetto nei commenti!

A presto!

Neri.

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