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Buongiorno e bentornati.

Oggi per il Lunedì Desueto, la consueta rubrica di inizio settimana in collaborazione con “Una parola desueta al giorno”, ci troviamo alle prese con la parola “lubrico”. In attesa di passare al racconto, vi do immediatamente la definizione:

Lubrico
[lù-bri-co] o [lu-brì-co]
agg. (pl. m. -ci; f. -ca, pl. -che)
1 lett. Scivoloso, sdrucciolevole, viscido
2 Osceno; indecente: storielle lubriche
3 fig., non com. Fallace, labile: la lubrica memoria Rucellai

E quindi passiamo al racconto:

Lubrico

Geoffrey era un uomo rude e volgare. Non aveva rispetto per nulla e per nessuno, e la sua unica occupazione consisteva nello stare seduto alla locanda per tracannare litri di birra e per lasciarsi andare ad imprecazioni varie ed eventuali, tutte di natura per nulla elegante.
Alla locanda tutti lo conoscevano. Alcuni lo evitavano, altri si sedevano nelle vicinanze per poterlo ascoltare, altri ancora si divertivano a provocarlo, ma fra tutti c’era una persona che aveva con lui il rapporto più stretto, se così possiamo chiamarlo. Questa persona si chiamava Rose.
Rose era la proprietaria della locanda, e nonostante Geoffrey pagasse regolarmente i suoi conti molto più che salati, non poteva soffrire tutte le parolacce, le scurrilità e le oscenità di quell’uomo. Ogni giorno doveva sentire le sue parole che riecheggiavano per la locanda, e nemmeno il suono del denaro sonante che usciva dalle tasche di quell’uomo riusciva a lenire questo gran fastidio.
Ma una sera il destino le venne in aiuto. Come molte altre sere, Geoffrey si alzò per avvicinarsi a lei e pagare il proprio conto, ma proprio mentre stava superando l’ultimo tavolo, il suo stivale si poggiò sopra una grande macchia bruna sul pavimento, che lo fece scivolare e finire con le gambe all’aria. L’urto fu piuttosto violento, e anche la testa subì un brutto colpo, ma l’uomo si rialzò in un baleno, non volendo apparire debole.
Tuttavia, quando aprì bocca per lanciarsi in una delle sue solite e volgari affermazioni, dalla sua gola non uscì alcun suono. Strabuzzò gli occhi e provò altre volte a parlare, ma senza risultato. L’urto l’aveva fatto diventare muto.
Rose sorrise fra sé, sorprendendosi però nel constatare che provava un po’ di pena per quell’uomo. Tuttavia si rese conto del divertente fatto che, come lubrico era quell’uomo, lubrica era stata la sua sciagura.
Da quel giorno, la locanda divenne improvvisamente più silenziosa.

Bene, anche per oggi il Lunedì Desueto è terminato. Come sempre aspetto i vostri commenti!

A presto!

Neri.

NeriFondiSigillo

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