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Buongiorno e bentornati.

Innanzitutto vorrei annunciare che questo potrebbe essere uno degli ultimi appuntamenti con le Impressioni Letterarie. Probabilmente saranno sostituite da un’altra rubrica, ma per ora non voglio dirvi nulla.

Passando all’articolo, oggi voglio parlarvi di “Narciso e Boccadoro”, interessante romanzo di Hermann Hesse.
È un libro che ho amato molto, a suo tempo, e devo dire che il suo ricordo ancora riesce a strapparmi qualche sorriso e qualche riflessione interessante.

Tratta di due personaggi, Narciso e Boccadoro, apparentemente distanti anni luce l’uno dall’altro, il primo serio e filosofico, il secondo amante della vita.
Per una serie di coincidenze, Boccadoro viene mandato nel monastero in cui Narciso è insegnante di Greco, ma dal quale poco dopo sceglie di andare via, rapito dall’amore della zingara Lisa.
Da lì in poi cominceranno i viaggi di Boccadoro, che lo condurranno attraverso un’esistenza piena d’amore e soprattutto piena di amori. Molte donne si insinueranno nella sua vita, ma tra tutte, l’unica costante è sua madre, di cui non riesce a conservare il ricordo, e che guiderà il suo viaggio fino alla fine.

Bene, per quanto riguarda la trama non voglio dirvi di più.
Quello di cui voglio parlarvi, però, sono le Impressioni che questo romanzo mi ha lasciato.

È un romanzo, sì, ma è anche un viaggio. Un viaggio nel cuore di un ragazzo, di un uomo, o meglio, nel cuore di due uomini. La loro contrapposizione è interessante, e soprattutto possiede la bellissima caratteristica di appianarsi pagina dopo pagina, come se le vite dei due protagonisti procedessero in maniera quasi parallela. E dico quasi, perché alla fine le loro strade convergono.
È un libro che fa riflettere sulla natura dell’uomo, e merita di essere letto con attenzione.

Sicuramente ve lo consiglio.

E voi l’avete già letto? Ne avete sentito parlare? Vi aspetto nei commenti!

Alla prossima!

Neri.

NeriFondiSigillo

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