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Buongiorno e bentornati.

Oggi le Impressioni Letterarie saranno un po’ particolari in quanto ho scoperto soltanto stamattina di essere incappato in una delle coincidenze più strane della mia vita.

Tutti gli articoli che pubblico seguono un’agenda che rinnovo ogni due mesi, e l’articolo di oggi avrebbe dovuto parlare delle avventure di Sherlock Holmes, ovvero di tutti quei racconti e romanzi che Conan Doyle ha scritto sull’investigatore di Baker Street.

Ora immaginate la mia sorpresa quando sulla pagina facebook “Pioggia di Libri – Fact Finding Writing” ho letto che oggi si celebra l’anniversario della nascita di Arthur Conan Doyle!
Quindi grazie a questa coincidenza colgo l’occasione per fare i miei auguri a Conan Doyle e per inviargli i miei ringraziamenti per aver creato un personaggio che mi ha fatto ragionare e sognare tanto come il buon vecchio Sherlock Holmes.

Ma ora passiamo alle Impressioni Letterarie e parliamo un po’ di tutto il corpus che riguarda il grande investigatore.

Le sue avventure sono molto variegate e vengono raccontate sia attraverso romanzi, sia attraverso racconti brevi.
La sostanza delle storie è sempre l’investigazione deduttiva grazie alla quale Holmes riesce sempre, o quasi, ad avere la meglio su qualunque crimine venga sottoposto alla sua attenzione.
Non starò qui a raccontarvi per filo e per segno quelle che sono le qualità di Holmes, né tantomeno posso parlare di una trama, quindi penso che passeremo direttamente alle Impressioni.

Image by Alterego

Che dire? Holmes è semplicemente un personaggio geniale, ma ovviamente il suo degno compare Watson non è assolutamente da meno. Insieme credo che formino una delle coppie migliori della letteratura, e sicuramente la più interessante nel panorama giallo.
Le ambientazioni sono sempre essenziali all’interno delle narrazioni, ma viene loro dato sempre quel tocco in più che fa sì che il lettore possa arrovellarsi per cercare una soluzione al problema in questione.
Il punto di vista di Watson, poi, che è il narratore “ufficiale” delle vicende, rende ancora più scorrevole e piacevole la lettura, in quanto essendo lui un “semplice” medico, e non una mente superiore come Holmes, inquadra le cose da un punto di vista normale e la sua sorpresa e il suo entusiasmo quando il compare decide di svelare il proprio piano d’azione e la propria soluzione, automaticamente si riflettono sul lettore.
La tecnica narrativa è sopraffina, e l’uso dei dialoghi (di cui ho parlato in questo articolo) è magistrale, tanto che, come per il punto di vista utilizzato, contribuisce a portarci dentro la storia, senza limitarsi a farci essere degli spettatori passivi.

Le vicende narrate, poi, sono sempre a metà tra il banale e il sorprendente, perché la sorpresa le attraversa durante tutto lo svolgimento, mentre la banalità si nota alla fine, dopo la soluzione di Holmes che contribuisce a sua volta a farla apparire semplice e scontata.

Questo è quello che posso dirvi, senza addentrarmi troppo. Sinceramente è una lettura che consiglio fortemente, sia in termini di qualità letteraria, sia in termini di interesse suscitato nel lettore.

Per il resto lascio a voi ulteriori considerazioni, e vi chiedo: avete mai letto Sherlock Holmes? Cosa ne pensate?

Vi aspetto nei commenti!

A presto!

Neri.

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