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Buongiorno e bentornati.

Oggi per le Impressioni Letterarie parleremo del libro “Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlveda, le cui vicende sono note ai più con il titolo ridotto di “La Gabbianella e il Gatto”.

Comincio con il dire che questo è uno dei libri più maltrattati della storia, un po’ come La Metamorfosi, Il Piccolo Principe e molti altri.
Cosa intendo per maltrattato? Che è uno di quei libri di cui la gente non fa altro che parlar bene soltanto perché va di moda farlo, perché fa sembrare degli intenditori. E ciò che mi disturba è che nel 90% dei casi queste persone che ne parlano entusiasticamente non hanno capito nulla dell’essenza del libro.

Tornando a noi, partiamo subito con un piccolo estratto della trama.

Image by Peter van der Sluijs

La storia è ambientata ad Amburgo, dove un gabbiano di nome Kengah, ignorando gli ordini del capo stormo, si tuffa in mare rimanendo intrappolato in una macchia di petrolio. Riesce in seguito a decollare, ma poco dopo precipita sul balcone di una casa in cui vive un gatto di nome Zorba.
Il gabbiano sta per morire, o meglio, la gabbianessa, e chiede a Zorba di occuparsi dell’uovo che sta per deporre e in seguito del gabbiano che nascerà. Gli fa anche promettere di insegnare al nascituro l’arte del volo.
Da lì in poi Zorba sarà accompagnato dai suoi amici nel cammino che porterà la piccola gabbianella, di nome Fortunata a volare.

Ecco, questo era un brevissimo riassunto della trama, ma quello che mi preme esporvi a proposito di questo libro sono le mie Impressioni Letterarie.

Image by Dave Scelfo

È un libro che ho apprezzato molto, così come ho apprezzato il film d’animazione che ne hanno tratto. Trovo che abbia molti insegnamenti da regalare. La lettura scorre piacevolmente dall’inizio alla fine, ed è uno di quei libri che si possono tranquillamente leggere in un paio d’ore durante un pomeriggio soleggiato. I personaggi, umanizzati, sono ben strutturati e danno la sensazione che la loro società non sia animale, bensì umana. Ci sono forti caratterizzazioni, come nel personaggio di Diderot che regalano dei piacevoli momenti di divertimento.
E poi c’è il lieto fine, che non guasta mai in storie belle come questa.

Ebbene, anche oggi siamo arrivati alla fine delle Impressioni Letterarie. Non mi rimane che chiedervi cosa ne pensate di questo libro, se l’avete letto, e anche quali sono le vostre impressioni sul film, se l’avete visto. Vi aspetto!

Alla prossima!

Neri.

NeriFondiSigillo

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