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Buongiorno e bentornati.

Oggi per il Lunedì Desueto, la rubrica in collaborazione con “Una parola desueta al giorno“, vi propongo una parola dai molteplici significati: Acculare.
Qui sotto trovate la definizione, o meglio le definizioni.

Acculare
[ac-cu-là-re]
(accùlo)

A v. tr.
1 Far camminare un animale a ritroso: a. un cavallo, un bue
2 Appoggiare un carro a due ruote sulla parte posteriore, con le stanghe in alto

B v. rifl. acculàrsi
1 Di quadrupedi, mettersi a sedere poggiando la parte anteriore del corpo sulle zampe davanti ritte
2 fig. Di persone, stabilirsi in un luogo: “quelli Spagnoli s’erano acculati in tre o quattro di queste città.” Machiavelli

Ed ora passiamo al racconto!

Acculare

Image by Summi

“Eh, me lo ricordo bene quel giorno! Che storia particolare! Sai, nel nostro paesino non succedeva mai niente, ma quel giorno fu memorabile, qualcosa di incredibile.
Io me ne stavo seduto come al solito sopra una botte, appena fuori dalla bottega di mio padre, e la strada di fronte a me era piuttosto fangosa a causa della pioggia della notte precedente. Ma allora la pioggia – mica come oggi! – non impediva a nessuno di lavorare, così che il garzone del mugnaio se ne stava proprio davanti a me, lottando per aggiogare due muli al suo carretto.
Non ho mai visto una scena così divertente! Mentre Alberto – così si chiamava il garzone – acculava non senza fatica una delle due bestie, l’altra si acculò da sola, ma non come lui avrebbe voluto. Si acculò per terra!
Allora Alberto lasciò il mulo che teneva per andare a far alzare l’altro, messo in una posizione innaturale. Ma proprio quando lo ebbe rialzato, cosa accadde? Si acculò l’altro!
Io cominciai a ridere e Alberto ad imprecare, ma non facemmo in tempo a terminare le nostre espressioni che un gruppo di guerrieri arrivò al gran galoppo.
Non ti dico la confusione e la sorpresa quando questo gruppo si fermò davanti a noi. Sai che fecero? Presero il carro di Alberto e lo accularono, facendo puntare le stanghe verso il cielo. Poi tirarono fuori tende e stecche, e costruirono un accampamento sul prato poco distante dalla strada, acculandosi pure loro!
Alberto fuggì, ma io rimasi ad osservare. Muli, carro e guerrieri, tutti acculati insieme.
E io?
Io feci bene a rimanere lì dov’ero, perché un soldato mi si avvicinò e mi chiese di portargli del vino. Io ubbidii senza fiatare, e quando tornai con la bottiglia ,venni pagato con una borsa piena di monete il cui valore superava di cinquecento volte quello della bottiglia.
Muli, carro e guerrieri: tutti acculati. E a me? Una botta di… fortuna.

E anche per oggi siamo arrivati alla fine del Lunedì Desueto. Grazie per aver letto questo mio racconto e per l’affetto e la partecipazione che mi riservate sul blog e sui social network.
Attendo di leggere le vostre impressioni sul racconto di oggi!

A presto!

NeriFondiSigillo

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