Tag

, , , , ,

Buongiorno e bentornati.

Oggi per il Lunedì Desueto, la consueta rubrica di inizio settimana in collaborazione con “Una parola desueta al giorno“, vi propongo la parola Magalda.
Passiamo subito alla definizione:

Magalda
[ma-gàl-da]
s.f.
lett. Meretrice

Ed ora il racconto a tema.

Magalda

C’erano cose, in lei, che mi parlavano. C’erano sospiri, terribili emozioni, sodalizi notturni. C’era il respiro della notte, il delirio della folle Medusa che le muoveva i capelli.
C’era lei, c’ero io e c’era il Nulla. Quel nulla totalitario in cui si perdeva la mia anima e con essa anche la sua.
C’era il tintinnio, il fruscio, c’era lo stridio. C’era un mondo, un cielo, una stella e un universo, tutto racchiuso in quello scrigno di carne, ossa e anima che era lei.
Non c’era altro, e mi bastava.
Non c’era altro, e mi illudeva.
Non c’era altro, e lei piangeva.
Piangeva per l’inganno di magalda che ogni notte portava avanti. Sapeva di illudermi, e ogni volta se ne ricordava.
Io le chiedevo perché, ma lei non rispondeva.
Non le ho mai detto che sapevo tutto. Non le ho mai detto che fingevo di non sapere.
Lei mi illudeva, e io mi lasciavo illudere. Notte dopo notte, ora dopo ora.
Non ero l’unico, ma sapevo di essere un privilegiato. Piangeva solo con me, e solo io potevo cogliere le lacrime dalle sue guance con le mie labbra.
Solo a me era concesso questo privilegio.

A me, che ogni notte subivo l’inganno più dolce.

Bene, anche per oggi il Lunedì Desueto è terminato. Spero che vi sia piaciuto il mio piccolo racconto, e non vedo l’ora di leggere le vostre impressioni!

Inoltre vi ricordo che da oggi potete trovarmi anche su Instagram!

Alla prossima!

NeriFondiSigillo

Annunci