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Buongiorno e bentornati.

Oggi per le “Impressioni Letterarie” voglio parlarvi di un libro che ho letto diversi anni fa, ma di cui ricordo di aver avuto una buona – più o meno – impressione. Il libro in questione è “i Libri di Luca” di Mike Birkegaard.

Parto subito con una precisazione: se prima ho scritto che mi aveva fatto una buona impressione, devo subito correggermi, perché sfogliando qualcuna delle pagine mi sono tornate in mente tutte le pecche che avevo trovato in questo libro.
Tuttavia devo rispettare lo stile generale di questa rubrica, per cui comincio subito a scrivere le solite due righe sulla trama, per poi passare ad un elenco di tutti gli aspetti positivi e negativi di questo romanzo.

Image by Simon_sees

La storia inizia a Copenaghen, dove una libreria porta il curioso nome che da il titolo al romanzo: I Libri di Luca. Il proprietario, inutile a dirsi, si chiama Luca, e quando questi muore, la gestione della libreria passa al figlio Jon.
Fin qui tutto bene, ma non appena Jon comincia a gestire tutte le operazioni della libreria, apprende da un anziano commesso che suo padre aveva a che fare con una setta (nel libro viene detta Società Bibliofila), che viene detta dei Lectores.
Gli appartenenti ai Lectores sembra che abbiano la capacità di influenzare le persone tramite la lettura.
Fatte queste premesse, si susseguono una serie di eventi che comprendono mistero, incendi, viaggi e scoperte.
Tutto nella norma, insomma.

Terminato questo breve riassunto della trama, passiamo all’elenco di cui parlavo prima. Comincerò con gli aspetti positivi:

  • L’idea di fondo. Persone che usano la lettura per influenzare gli eventi.
  • Alcuni scenari ben descritti.
  • La fluidità con cui scorrono gli eventi.

Ecco, questi sono gli aspetti positivi, che inizialmente mi avevano fatto ben sperare per questo libro. L’unico problema è che poi mi sono trovato a dover fronteggiare i seguenti aspetti negativi:

  • Eccessiva banalità del linguaggio (ma forse è anche colpa della traduzione).
  • Piattume. I colpi di scena non sono tali, in quanto facilmente intuibili.
  • Il termine “Lectores”. Per favore, basta con questo uso del latino per rendere le cose – secondo voi – più intriganti. È una lingua che va rispettata!
  • Ogni altra cosa non rientri nei tre aspetti positivi.

A questo punto potreste chiedervi come mai all’inizio parlassi di buona impressione.
Vi rispondo subito, dicendovi che ne conservo un buon ricordo principalmente per il primo punto degli aspetti positivi, ovvero l’idea di fondo. Non so, c’è qualcosa che mi colpisce in questa potenza della lettura, qualcosa che mi intriga, ma sfortunatamente non si riesce ad andare troppo oltre, con questo romanzo.

Image by Wing

Le mie impressioni sono piuttosto divise, oggi. L’idea del romanzo è buona, e anche le ambientazioni sono molto interessanti (si arriva anche alla biblioteca di Alessandria), ma tutto il resto sembra un po’, come dire, infantile.
In sostanza, se ve lo dovessero regalare, o se fosse in super offerta allora vi consiglierei di leggerlo. Spendere dei soldi per acquistarlo a prezzo pieno è fuori discussione, almeno per quello che posso consigliare io.

Alla prossima!

NeriFondiSigillo

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