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Buongiorno e bentornati.

Consueto appuntamento con il Lunedì Desueto, la rubrica in collaborazione con “Una parola desueta al giorno“, che oggi ci vede in compagnia della parola Saccardo.

Ecco la definizione.

Saccardo
[sac-càr-do]
s.m.
1 ST Portatore di sacchi di vettovaglie, di bagagli, al seguito degli eserciti medievali
2 raro, lett. Saccheggiatore, predone

E ora passiamo al racconto!

Saccardo

“L’uomo di cui voglio parlarvi oggi visse molti secoli fa, davvero molti. Stiamo parlando dell’antico Egitto, in quel tempo in cui gli dei pagani ancora non erano stati abbagliati dalla luce di Nostro Signore.
Voglio raccontarvi di Akram, il cui nome significa “Il più generoso”.
Akram era al servizio di un grande faraone di cui ora, a causa dell’età, non ricordo più il nome. Ma questo non è importante ai fini del nostro racconto, perché il faraone comparirà ben poco. Quello che invece è importante è il ruolo che Akram ricoprì in una delle più grandi campagne militari del faraone – ah! Accidenti a me che non ricordo! Beh, insomma, sì, lui era quello che ai giorni nostri definiremmo un saccardo.
Sapete tutti cos’è un saccardo, no? Esatto Goffredo, era un saccardo proprio come tuo padre quando era giovane. Però dovete capire che a quel tempo il saccardo non si chiamava così, aveva un altro nome, in egiziano…
Come? Come si dice saccardo in antico egiziano? Non lo so e… Ah! Smettetela di fare domande impertinenti, mocciosi! Io sono il maestro, e voi i discepoli, dunque ascoltate e tacete.
Tornando a noi, Akram era un saccardo. Si distinse per la abilità in tutta la grande campagna, ma quando questa giunse al termine, di lui non si ebbero più tracce. Solo più tardi si scoprì che i carri su cui aveva trasportato tutto il necessario per le battaglie, erano pieni anche di gran parte del tesoro del faraone!
Ahahah! Non vi fa ridere?
No?
Non avete inteso il gioco di parole? Saccardo? Saccardo significa anche predone, in letteratura.
No?
Ma non vi ho insegnato niente?”

Il vecchio si guardò intorno, e fu come se finalmente qualcuno gli avesse aperto gli occhi. Non era nella sua vecchia classe, e non c’era nessun alunno.Si trovava a casa sua, circondato dal sudiciume e dalla più completa solitudine.
Ora ricordava tutto. La pazzia, le cure, l’abbandono, e la maledizione che aveva scagliato contro il dannato saccardo che gli aveva depredato la mente.
Da quel giorno quella parola l’aveva persegui…

“L’uomo di cui voglio parlarvi oggi visse molti secoli fa, davvero molti…”

Bene, anche per oggi il Lunedì Desueto è giunto al termine. Come sempre vi ringrazio per l’attenzione, e aspetto di sentire i vostri pareri su questo mio piccolo racconto.

A presto!

NeriFondiSigillo

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