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Image by Marcus Quigmire

Buongiorno e bentornati!

So già che questo articolo potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma come sempre sono convinto che la sincerità paghi.
Parlando di biblioteca, mi viene subito in mente una grandissima quantità di libri, e la cosa mi fa spalancare gli occhi per la gioia, ma subito dopo sopraggiungono una serie di motivazioni per le quali sento che devo stare lontano da quel luogo.
Ed è per questo motivo che oggi, per la classifica del venerdì, ho deciso di elencarvi cinque motivi per cui non vado in biblioteca.

1 – i libri che leggo devono essere miei

Image by Michele Pedrolli

Questa è una di quelle cose che probabilmente avrete già sentito da molte altre persone, e sono sicuro che tra quelli che leggeranno questo primo punto ci saranno quelli che la pensano come me e quelli che mi riterranno un consumista, collezionista e via dicendo…
Ad ogni modo, questa credo sia la motivazione fondamentale della mia lontananza dalle biblioteche.
Insomma, il libro deve essere mio! Non sopporto l’idea di sfogliare un libro già sfogliato da moltissime altre mani, il fatto che il suo odore sia dato dalla mescolanza del sebo di molte dita diverse e di tutti i luoghi in cui è stato letto…
Ok, mi fa abbastanza senso questa cosa, quindi direi che la chiudiamo qui. Pensate che sono uno di quelli che non sopporta nemmeno le pieghe sulla costa dei libri, quindi fate voi…

2 – non ci sono più i bibliotecari di una volta

Image by Adriana Forero

Non so voi, ma per me biblioteca è un termine che viaggia in parallelo con fascino. Sarà la mia vena spiccatamente romantica, ma la mia idea di una biblioteca è ben diversa da quella moderna. Sarò un utopista, ma io vorrei il signore anziano che ti sappia consigliare e che perda, anzi, impieghi il suo tempo nel discutere di libri, di autori etc… Non queste cose pseudomoderne che ci sono adesso, dove il massimo che si può ottenere è una conversazione come:

«Buongiorno! Sto cercando “Il Battello Ebbro”, mi può aiutare?»

TIC! TIC! TAC! TIC! TIC! TAC! TAC! – macherazzadiscocciatura – TIC! TAC!

«Scala 1, stanza C, parete A, scaffale 28, quindicesimo tomo.»

«Grazie… »

«Se, se…»

Ecco, conversazioni come queste le ho affrontate personalmente in diverse biblioteche, quando un periodo decisi di fare un esperimento per vedere se mi sbagliavo con le mie considerazioni.
In verità rimango della mia posizione, e se anche dovesse esserci qualche biblioteca (come immagino che effettivamente sia) che conservi ancora quei valori antichi, vi rimando al punto primo per capire perché non ne usufruirei comunque.
Ma una chiacchierata col bibliotecario non me la toglierebbe nessuno!

3 – i libri vanno restituiti

Image by David Monniaux

I libri sono fatti per essere letti, e su questo tutti siamo d’accordo… ma come faccio a dare indietro un libro dopo averlo letto?
Non posso sopportare nemmeno l’idea di restituire un libro! Brutto o bello che sia, un libro lascia sempre qualcosa, e ridarlo indietro significa… significa… Non lo so cosa significa, ma è orribile! Mi viene l’ansia solo al pensiero, sarebbe come abbandonare un amico, o nella peggiore delle ipotesi come tradire un leale nemico.
No, perdonatemi, ma io non posso proprio farcela.

4 – perché devi farti gli affari miei?

So che questo fatto è imprescindibile nella gestione di una biblioteca (vista la disonestà imperante nel genere umano), ma io non mi trovo a mio agio con l’idea che tutti i miei movimenti vengano registrati in un database.
Non mi piace che qualcuno possa farsi gli affari miei, vedere cosa leggo, quanto leggo e farsi un’idea della mia identità letteraria. Per me è una cosa privata, una cosa intima, che voglio condividere solo con chi mi fa piacere.
Forse c’è una puntina di paranoia eh?

5 – ho un progetto di “arredamento”

Qui la buttiamo un po’ sullo scherzo, ma neanche troppo.
Ricollegandomi al punto primo e al punto terzo, che fondamentalmente hanno a che fare con il possesso, ecco che arriviamo al punto di chiusura, che riprende questa tematica.
Non so come voi organizziate i vostri libri, ma io ho degli scaffali appositi dedicati solamente a loro e dove i soprammobili sono dei bellissimi quaderni antichi rilegati in pelle.
Ecco, per me la vista di quegli scaffali è motivo di gioia e di benessere. Sembrerà banale, un po’ da pazzo, ma questo motivo mi tiene lontano dalla biblioteca. Insomma, riprendendo il punto primo, voglio i miei libri.
E li voglio sui miei scaffali.

Ecco qui, ora vi ho detto tutto, ma proprio tutto su come la penso a proposito delle biblioteche. Tuttavia non pensiate che io le odi, perché non è così! Le trovo uno strumento ottimo per incoraggiare la lettura (forse), e la loro accessibilità mi fa sempre tirare un sospiro di sollievo quando penso al genere umano.
Insomma, c’è ancora un po’ di cultura.

E voi cosa ne pensate? Siete frequentatori di biblioteche o preferite comprare e collezionare? O siete in una via di mezzo? Fatemelo sapere nei commenti!

A presto!

NeriFondiSigillo

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