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Buongiorno e bentornati!

Innanzitutto voglio darvi nuovamente il benvenuto sul mio blog. Come avrete notato, la grafica è sensibilmente cambiata, e mi sembrava giusto accogliervi in questa che posso considerare la mia nuova casa.
Spero che questo nuovo “arredamento” vi piaccia (anche se non è ancora ultimato), e che troviate sempre lo stesso piacere nel leggere i miei articoli.

Ma passiamo subito all’argomento di oggi, ovvero “La Mano di Fatima“. Ho già parlato di Ildefonso Falcones nel post sull’altro suo romanzo, “La Cattedrale del Mare“, e vi assicuro che non vedo l’ora che esca un suo terzo romanzo, un quarto, un quinto e via dicendo!

Tornando a “La Mano di Fatima”, quello che posso dirvi è che la trama è ben strutturata e che si sviluppa intorno alla figura di un ragazzo di nome Hernando, il quale, nato da una violenza fisica perpetrata da un prete cristiano ai danni di sua madre, si trova catapultato in un mondo che non gli riserva alcuna pietà, in un 1568 sconvolto dalle guerre tra cristiani e moriscos.
La vita di Hernando procederà affrontando molte svolte, e nella sua vita entrerà con forza dirompente la bella Fatima, che guiderà le sue azioni e che continuerà a muoverle anche quando…

Beh, qui direi che posso fermarmi, perché altrimenti rischio di rivelarvi troppe cose!

Per quanto riguarda lo stile, come per l’altro libro l’ho trovato piuttosto scorrevole, anche nei passaggi più marcatamente descrittivi. Gli occhi passano tranquilli su tutte le righe senza incontrare stanchezza, e questo è sicuramente un punto a favore.

Per quanto riguarda i contenuti, non c’è che dire, un perfetto assemblaggio di tematiche differenti che ruotano intorno alla figura del protagonista. C’è l’odio religioso, la guerra, l’avventura e non da ultima, una componente erotica molto potente che si va a scontrare con la castità. Queste ultime due caratteristiche, poi, sono il movimento portante di due personaggi, ma questo lo vedrete voi nella lettura, perché rivelarlo adesso vi toglierebbe gran parte del gusto.

Che altro dire? Passiamo alle impressioni vere e proprie.

Il libro mi ha colpito positivamente, e mi ha dato l’impressione di entrare veramente in quel mondo così distante dal mio. Sembra che Falcones conosca bene l’equilibrio tra descrizione e azione.
I personaggi mi sono piaciuti, e mi sono affezionato a diversi di loro in maniera molto forte, tanto che nelle situazioni critiche ho sentito le loro stesse emozioni e ho avuto un po’ d’ansia nel domandarmi quali scelte avrebbero fatto.
Se proprio devo trovare una pecca in questo libro, ogni tanto ci sono delle scene di scontri religiosi un po’ troppo lunghe, ma è una cosa che passa assolutamente in secondo piano.

Bene, amici miei, questo è quanto. Spero che queste mie impressioni vi abbiano fatto conoscere un nuovo libro, o che vi abbiano fatto ragionare un po’, se il libro l’avete già letto.
Come sempre, attendo i vostri commenti.

Alla prossima!

NeriFondiSigillo

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