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Buongiorno, e bentornati!

Il consueto appuntamento con il Lunedì Desueto ci porta oggi a fare i conti con la parola “moccichino” che, stavolta lo devo confessare, non avevo nemmeno idea che esistesse. Per cui un ulteriore grazie a “Una parola desueta al giorno”, che oltre a fornirmi il materiale su cui scrivere, ha anche il merito di essere rimasta una delle poche pagine facebook con dei contenuti interessanti.

Ma passiamo subito alla definizione.

Moccichino
[moc-ci-chì-no]
s.m.
1 pop. Fazzoletto da naso

E adesso vi lascio al mio piccolo racconto, sperando come al solito di aiutarvi a trascorrere qualche minuto in compagnia di una graziosa lettura.

Moccichino

Neri Fondi Moccichino«Bene, mi dica cosa vede qui.»
Lo strizzacervelli aprì un foglio che era piegato esattamente lungo la metà e lo mostrò a Philip. Conosceva quel test, e sin da quando ne aveva sentito parlare non aveva mai avuto fiducia in quel sistema di simmetrie astratte. Tuttavia, stanco delle continue insistenze di sua moglie, si era deciso a sottoporvisi.
«Il mare, un castello e una battaglia. Mille cavalieri che combattono dall’alto dei bastioni, impugnando lance a forma di drago, che a volte spiccano il volo e vanno ad attaccare coloro che li brandivano. Poi c’è Merlino, da solo, in piedi in mezzo alla piccola zona verde che separa gli assedianti dalle mura degli assediati, ma non si cura della battaglia: fa un solitario con le carte, mentre alcuni degli assedianti lo osservano e gli danno consigli. Fanno il tifo!
Nel frattempo una Maserati sgomma a tutta velocità intorno al fossato, e il suo pilota sembra si diverta a far scivolare ogni tanto una o due ruote nel fossato, per dimostrare la sua bravura. E se mette sotto qualcuno, chi se ne importa! Tanto hanno le armature. Ah, ci sono anche delle barrette di cioccolato che volano tra le nuvole, e ogni tanto piove cioccolata calda, con un po’ di nuvole sopra. Ma non hanno il sapore della panna.»
Lo strizzacervelli rimase colpito da quell’esposizione. Prendeva appunti mentre Philip parlava, ma non appena ebbe terminato cominciò ad aprire numerosi fascicoli e a consultarli, ma dalla sua espressione non sembrava trasparire nessuna soddisfazione, né tantomeno il barlume della comprensione.
Poi all’improvviso passò alla seconda macchia, poi alla terza e così via fino alla fine, e a ogni risposta del suo paziente rimaneva più sconcertato di prima. Cominciò a sudare dall’agitazione e a torcersi le mani, e dopo l’analisi dell’ultima macchia tirò un sospiro di sollievo.
A quel punto Philip tirò fuori dal taschino il suo moccichino di stoffa ricamata e si soffiò sonoramente il naso. Una volta fatto, piegò a metà il fazzoletto e lo pressò fra le mani giunte, prima di aprirlo e mostrarlo allo strizzacervelli.
«Cosa vedete?», domandò.
L’altro inorridì alla vista di quella macchia verde e gialla piuttosto simmetrica, e distolse lo sguardo con una smorfia.
«Che schifo!», disse.
Allora Philip si lasciò sfuggire una risata.
«Io non sarò uno strizzacervelli», affermò, «e non conosco di certo me stesso. Ma una cosa su di voi posso dirvela: non avete un briciolo di fantasia.»
E con quelle ultime parole si alzò e uscì, con in mente la chiara intenzione di rivelare finalmente a sua moglie che la tradiva con una ragazza che non si stancava mai di ascoltare le storie che gli venivano in mente e con la quale non aveva mai fatto l’amore.

Bene, anche per oggi è tutto! Devo dire che tra tutti i Lunedì Desueti, finora questo è quello che mi ha lasciato qualcosa in più degli altri. Magari non ve ne importava nulla, ma io dovevo dirvelo 🙂
Vi auguro una buona giornata, e che la fantasia non vi abbandoni mai.

Neri.

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