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Bentornati!

Neri Fondi La MetamorfosiOggi voglio raccontarvi proprio dell’ultimo libro che ho letto, ovvero “La Metamorfosi e altri racconti” di Kafka. Il libro in questione è quello edito dalla Mondadori, per la collana Classici Moderni (Oscar), e in copertina presenta il famosissimo dipinto “L’urlo” o “Il grido” di Edvard Munch.
A primo impatto potrebbe sembrare inutile questa mia precisazione sull’immagine di copertina, ma vi assicuro che non è così, perché una volta terminata la lettura di tutti i racconti consiglio vivamente di soffermarsi per qualche minuti sull’immagine: la sensazione d’ansia è assicurata.

Ad ogni modo, cominciamo, e cominciamo con una domanda che potrebbe far storcere il naso a qualcuno: ma perché Kafka è così tanto famoso per La Metamorfosi se ha scritto altri racconti incredibilmente migliori?

D’accordo, a parte l’immensa soggettività di questa domanda… No, a parte nulla, per me il quesito rimane. Forse nutrivo troppe aspettative, ma sono rimasto deluso da La Metamorfosi, e non mi ha comunicato quel senso d’ansia che tutti mi avevano descritto. Non l’ho trovato nemmeno troppo interessante, una semplice descrizione lineare di eventi che secondo il pubblico dovrebbe essere sconvolgente per l’improvvisa metamorfosi.
Vi giuro che io non ho trovato nulla di simile, ma sicuramente la colpa è mia. Lungi da me l’andare contro un mostro sacro quale è Kafka, visti e considerati soprattutto gli altri racconti che ho avuto il piacere di leggere.

Nella mia edizione (non so se sia una cosa standard) i racconti sono:

La Condanna
La Metamorfosi
Un Medico di Campagna (che comprende):

  • Il Nuovo Avvocato
  • Un Medico di Campagna
  • In Loggione
  • Un Vecchio Foglio
  • Davanti alla Legge
  • Sciacalli e Arabi
  • Una Visita alla Miniera
  • Il Prossimo Villaggio
  • Un Messaggio dell’Imperatore
  • Il Cruccio del Padre di Famiglia
  • Undici Figli
  • Un Fratricidio
  • Un Sogno
  • Una Relazione per l’Accademia
  • [Frammenti per «Una Relazione per l’Accademia»]

Nella Colonia Penale

da: Durante la Costruzione della Muraglia Cinese

  • La Tana

da: Un Digiunatore

  • Un Digiunatore

Ecco, come potete vedere ci sono un gran numero di racconti, di cui alcuni sono piuttosto lunghi, altri molto brevi (anche due sole pagine), e che per quanto riguarda le mie impressioni si dividono in due categorie: quelli che mi hanno impressionato e quelli che non mi hanno dato niente.

  • Quelli che mi hanno impressionato:
  1. Una Relazione per l’Accademia
  2. Frammenti per “Una Relazione per l’Accademia”
  3. La Tana
  4. Un digiunatore
  5. Bonus: Undici Figli

Dunque, questi sono i racconti che mi hanno davvero lasciato una specie di bucherello nell’anima. Perché? Perché sono carichi di una potenza espressiva così devastante che non possono che bucarti l’anima.

Neri Fondi La Metamorfosi“Una Relazione per l’Accademia” (e i frammenti successivi) racconta in prima persona la storia di un essere indefinito che descrive il suo graduale passaggio da scimmia a “essere umano(?)/ibrido(?)”, mediante l’acquisizione delle tecniche comunicative umane, a partire dalla comunicazione non verbale per arrivare all’uso della parola.
Nulla di incredibile, direte voi, ma c’è di più. Perché il processo è in avanti, senza ritorno, e se la necessità l’ha voluto, la nostalgia non smette di colpire.

“La Tana” racconta la vita di un animale non meglio specificato, anche questo in prima persona. L’animale descrive la propria tana, il modo in cui l’ha scavata, l’attaccamento che prova nei suoi confronti e molte altre cose, che sfociano inevitabilmente in due conseguenze: un’agorafobia non troppo dissimulata, dovuta alla convinzione che il mondo esterno sia un continuo pericolo, e un’iperattività incredibile (a seguito della paura).
È un racconto che oserei definire claustrofobico, quasi terrificante nella sua semplice linea descrittiva, e con un finale assolutamente da non perdere, che lascia sospesi nell’incertezza.

“Un Digiunatore” è il racconto di chiusura. Racconta appunto la storia di un digiunatore, stavolta in terza persona. Questo tale ha un proprio spettacolo e non soffre nel digiunare, anzi, soffre nel mangiare. Vuole superare i suoi stessi limiti, andare oltre i 40 giorni impostigli dal suo datore di lavoro, l’organizzatore.
Dopo una serie di vicende, la sua vita subirà un cambiamento fino ad arrivare ad un finale spiazzante.

Per quanto riguarda il bonus “Undici Figli”, l’ho inserito tra quelli che mi hanno impressionato perché ho la seria necessità di rileggerlo. E siccome è un fatto che accade di rado, si è meritato un posto bonus in questa classifica.

Neri Fondi La MetamorfosiCome potete immaginare, tutti i racconti che non avete visto in questo elenco non mi hanno lasciato nulla di particolare. Le lettere scorrevano sotto i miei occhi e non mi rimaneva molto di quello che leggevo, anche se devo dire che vale la pena di leggere tutto il libro anche solo per quei racconti che vi ho elencato tra gli “impressionanti”. Poi nulla toglie che voi possiate trovare interessanti anche gli altri, anzi lo spero per voi, perché così riuscirete a godere ancora di più dell’ingegno letterario di Kafka.

Per le impressioni vere e proprie, in conclusione, posso dire che i racconti selezionati mi hanno fatto riflettere incredibilmente e mi hanno lasciato una sensazione d’ansia non da poco, soprattutto quando mi sono soffermato su “L’Urlo”, al termine della lettura.
Insomma, vi consiglio assolutamente di leggere questi racconti e di farlo con l’animo mutaforma che solo un lettore sa avere.

Neri.

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