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Ultimo articolo dell’anno, gentili lettori! E come avrei potuto chiudere questo 2012 se non con un Lunedì Desueto?
Colgo l’occasione per ringraziare “Una parola desueta al giorno” per la sua disponibilità a collaborare e per la fornitura continua di parole interessanti a cui posso ispirarmi per scrivere i miei piccoli racconti.
Ma bando alle ciance, vediamo qual è la parola di oggi.

Laonde
[la-ón-de]
cong.
lett. Per la qual cosa, sicché, cosicché (con valore conclus.)

E ora passiamo al racconto!

Laonde

Neri Fondi LaondeVeronica era alle prese con il solito fastidioso tema d’Italiano. Non le era mai piaciuto che la chiudessero dentro una gabbia di righe dalla forma strana nella quale era costretta a scrivere qualcosa che non sentiva suo. Era una bambina, accidenti! Che quelle cose le lasciassero fare ai grandi!
L’aveva detto tante volte a suo padre, ma lui non aveva mai voluto sentire ragioni: se la maestra aveva assegnato quel compito a casa, lei avrebbe dovuto svolgerlo al meglio e senza lamentarsi.
«Uff, che noia.»
Il tema di quel giorno era: “Scrivi una parola che ti piace, scrivine il significato e spiega perché ti piace”.
Accidenti, quante cose da fare in una volta! Non solo doveva trovare una parola, ma doveva trovarne anche una che le piacesse! E poi doveva scrivere il significato e raccontare perché le piaceva quella parola.
«Non ce la farò mai.»
Con svogliatezza prese il pesante dizionario di suo padre, quel vecchio dizionario così grande e pesante che aveva quel profumo meraviglioso. Cominciò a sfogliarlo a caso, mentre cominciava a valutare la possibilità di usare proprio la parola “dizionario” per il suo tema. Inizialmente le era sembrata una buona idea, ma dopo poco si era ricreduta perché non avrebbe saputo spiegare perché le piaceva quella parola.
«Laonde.»
Nello sfogliare casuale, quella parola l’aveva colpita all’improvviso. La definizione era stata cancellata, quindi non poteva sapere cosa significasse. Era una parola che non aveva mai sentito, e chissà quali misteri poteva nascondere. Sì, quella era la parola giusta.
Chiuse il vocabolario e prese il foglio, accuratamente piegato in due colonne, e scrisse:

Laonde

La parola che mi piace è Laonde. Non so cosa voglia dire, perché il vocabolario era pasticciato, ma è per questo che mi piace. Perché non so cosa vuol dire. E poi mi ricorda le onde, il mare, e nemmeno di lui capisco tanto. Però mi piace.

Bene, anche per oggi, e per quest’anno, il Lunedì Desueto è giunto al termine. Spero che il racconto vi sia piaciuto, e vi auguro di passare un buon capodanno e di poter vivere al massimo l’anno che arriverà. Alla prossima!

Neri.

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