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Ciao a tutti, e benvenuti. Il sesto appuntamento con il Lunedì Desueto, riguarda la parola “deambulare”, come avrete letto nel titolo. Vi ricordo, come sempre, che questo appuntamento è in collaborazione con “Una parola desueta al giorno”, che ringrazio vivamente per aver accettato di condividere quest’avventura.

Ma ora, bando alle ciance, passiamo alla definizione e al racconto!

Deambulare
[de-am-bu-là-re]  v. intr.
(aus. avere; pres. io deàmbulo.)

Camminare, passeggiare.

Deambulare

Antonio camminava senza sosta. I suoi piedi sembravano muoversi da soli, controllati da una volontà propria contro la quale non poteva combattere e anzi, alla quale abbandonarsi era anche piuttosto piacevole. Deambulare con gli occhi rivolti verso un infinito immaginario era diventata, negli anni, un’abitudine per la quale aveva sviluppato una sorta di dipendenza. Non aveva mai avuto le risorse per drogarsi sul serio, così quel movimento era diventato il suo oppio.

Non aveva mai avuto niente, o forse qualcosa un tempo l’aveva avuta, ma erano passati troppi anni per poterlo ricordare. Per decenni aveva avuto il cielo a fargli da soffitto, o almeno così aveva immaginato per illudersi di non vivere all’aperto, ma ora qualcuno gli aveva regalato un posto dove stare: una casa tutta per lui.

Sapeva che avrebbe dovuto essere grato a suo fratello, che dopo ventisei anni l’aveva riportato ad una condizione umana, come aveva detto. Ma chi è abituato a camminare non può star fermo, e il suo deambulare cominciava già a scavare dei sottili solchi su quel pavimento meno resistente dell’asfalto.

Bene, anche per questa settimana sono riuscito a regalarvi il mio racconto! Come sempre spero vi piaccia e mi piacerebbe leggere cosa ne pensate nei commenti qui sotto, se vi va

Neri.

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Grazie! 🙂

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